Sviluppo sostenibile: uno sguardo femminile

Forse di celebrare giornate mondiali sull’ambiente – l’ultima pochi giorni fa – non c’è più bisogno. Ed è una buona notizia: perché finalmente quello dello sviluppo sostenibile sta diventando un tema di attualità per chiunque. Esce dalla cerchia dei pochi che da subito aveva colto l’urgenza di un cambiamento culturale, sulla proposta dell’Agenda Globale dell’Onu – che identifica 17 obiettivi, 169 target e 240 indicatori da raggiungere entro il 2030 -: in Italia in particolare un organismo comel’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) promuove un dibattito e una mobilitazione più ampia.

Il modello di sviluppo che l’Occidente ha fin qui perseguito – in questo imitato a livello globale – è unanimemente e irreversibilmente giudicato insostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale. C’è solo da sperare che chi lo nega non lo faccia in modo aggressivo, difendendo una rendita puramente egoistica e un pregiudizio ideologico: sono questi in realtà i due moventi che impediscono di riconoscere un’emergenza ormai platealmente sotto gli occhi di tutti.

Profetico, come sempre, lo sguardo di papa Francesco, che ha ribadito più volte la necessità di una vera e propria conversione, parlando di ecologia integrale, a partire dalla sua enciclica – l’unica finora, e l’argomento non è casuale – la Laudato Si’.

5 giugno si è celebrata la giornata mondiale dell’ambiente, istituita dalle Nazioni Unite nel 1972. Quest’anno è stata dedicata all’inquinamento atmosferico

In essa, parlando di cura della casa comune, il Pontefice fa riferimento alla Terra come “sorella con la quale condividiamo l’esistenza e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. Quasi a delineare uno sguardo femminile sul nostro pianeta, dove la sorella o la madre sono figure che evocano legami forti, capaci di impostare quella trama di relazioni che è la sola in grado di nutrire, ma anche e soprattutto di educare. Perché, continua Bergoglio, “le creature tendono verso Dio, e a sua volta è proprio di ogni essere vivente tendere verso un’altra cosa, in modo tale che in seno all’universo possiamo incontrare innumerevoli relazioni costanti che si intrecciano segretamente. Questo non solo ci invita ad ammirare i molteplici legami che esistono tra le creature, ma ci porta anche a scoprire una chiave della nostra propria realizzazione. Infatti la persona umana tanto più cresce, matura e si santifica quanto più entra in relazione, quando esce da sé stessa per vivere in comunione con Dio, con gli altri e con tutte le creature”.

E diventa evidente come sia in sintonia con lo sguardo delle donne, siano esse sorelle o madri, il compito fondamentale di rendere la casa comune più abitabile: dove sia rispettata la sacralità di ogni vita umana, compresa quella di coloro che sono giudicati scartabili perché non all’altezza, nel contesto ambientale che la rende possibile e ne definisce la qualità.

Non appare più un caso che le voci più significative in tema di ambiente e persino riconoscimenti prestigiosi siano stati vinti proprio da donne: la giovane Greta, discussa e ormai famosa, si è affermata con la forza simbolica anche della sua femminilità, giovinezza, fragilità, determinazione. Ben venga il simbolo, se riuscirà a trascinare il mondo intero a riflettere su un futuro che o sarà sostenibile, o non sarà affatto. Per nessuno.

Gloria Mari – Paola Pessina