Storia di ordinari terremoti nel giorno del creato

Una notte di quelle che non si dimenticano, due giorni fa. Al Convegno della pastorale delle famiglie a Montemonaco sopra San Benedetto del Tronto, dovevo contribuire con un momento di preghiera e una relazione sui temi della cura del creato. Con un gruppetto avevamo deciso anche di seguire l’invito dell’amico Franco-direttore della pastorale del lavoro- di alzarci presto, alle 5.30 per vedere l’alba sui monti sibillini. Qualcosa, o meglio un sussulto forte, alle 2.30 sconvolge i piani. scuote il mio letto facendolo vibrare e mi ritrovo in meno che non si dica in pigiama in corridoio, dove incontro le famiglie con bambini, vestite di tutto punto e i bagagli in mano. Sono assonnata ma conscia di essere una geologa del vecchio ordinamento che non ha più esercitato la professione. Che si fa? Che dico a persone che di terremoti non ne possono più? Decido di stare lì, con loro. In fondo è la giornata del creato. Inspiegabilmente mi viene una vera carica dall’Alto. Inizio a consultare i siti dei geologi, chiamo Ingv di Roma e su loro consiglio il 112 e poi il 115. Verifico che non ci sono le condizioni per avere paura. La struttura è sicura. Spiego che ogni famiglia può valutare in serenità cosa fare. Razionalmente non c’è da temere ma al cuore e alla pancia in questi momenti non si comanda. E se qualcuno si sente di rientrare a casa nessuno lo giudicherà. Spiego anche che i terremoti sono espressione di una terra viva che nei milioni di anni hanno contribuito a far nascere le montagne. Non sono un castigo di Dio. Con educazione saluto tutti e ritorno in camera a dormire. Sono le 3.30, spengo la luce e penso a mio padre, mancato da poco. Aveva gioito per ogni mio esame, e anche se avrebbe preferito il figlio maschio, era fiero dei miei studi! Prego il Signore e chiedo di darmi la forza di riaddormentarmi. In fondo mancano due giorni al mio compleanno, se tutto va bene si festeggia.
Qualche piccolo timore, il rosario in mano. Suona la sveglia, sono già le 5.15 mi vesto velocemente e scendendo trovo un folto gruppo che aveva dormito in macchina pronto ad andare a vedere l’alba, oggi più che mai dono di Dio!

Al sorgere del sole cantiamo Laudato si’. Tutto procede secondo il programma perché su questa terra siamo chiamati a essere i custodi della creazione e non i dominatori. Parlo di viscere di misericordia e di ecologia integrale, dove tutto e tutti sono in relazione. Ci sembra normale, in una notte dove abbiamo sperimentato la precarietà umana e l’amore di Dio.

Gloria Mari