Simone Weil, la forza e la purezza del pensiero

24 agosto 2019. Oggi, 76 anni fa, lasciava la sua vita terrena Simone Weil. Filosofa, insegnante, operaia, mistica, appassionata di Cristo ma rimasta sulla soglia senza poter accettare il Battesimo, studiosa acuta e lungimirante della politica, delle culture e delle tradizioni tanto dell’Occidente quanto dell’Oriente, assetata di sapere, affamata della Verità, morta di compassione dopo aver dedicato la sua breve vita ai più deboli e indifesi.

«Simone Weil è un genio-donna – così la definisce la sua  biografa Gabriella Fiori -. È una donna in quanto il suo genio ha tutti gli aspetti femminili della fecondità spirituale: l’importanza del nutrire, del curare, del proteggere secondo le esigenze fisiologiche degli esseri, delle vicende, delle cose; l’attenzione al conservare, al rimediare, all’utilizzare; il prevalere della debolezza sulla forza; l’importanza della parola, del linguaggio comunicante; l’importanza della partecipazione e del calore in rapporto alla sensibilità, nel modo di vivere, di lavorare, di studiare, di insegnare; l’accento posto sull’applicazione pratica della saggezza ai fini della massima felicità possibile dell’uomo sulla terra».

Vogliamo ricordarla qui, nell’anniversario della sua morte, in un momento storico che lei aveva già profeticamente individuato.

«Mai l’individuo è stato più completamente abbandonato alla mercé di una collettività cieca, e mai gli uomini sono stati più incapaci non soltanto di sottomettere le azioni ai pensieri, ma perfino di pensare». Queste parole tratte dal suo testo Oppressione e libertà, frutto di tanto studio e di uno spiccatissimo senso critico nei confronti delle teorie marxiste, del franchismo e della situazione socio politica degli anni Trenta,  sono di un’attualità che fa trasalire.

Simone Weil ha dedicato la sua vita allo studio e all’impegno sociopolitico. Pacifista a oltranza ma incapace di restare a guardare nelle retrovie è passata sempre all’azione attraverso il lavoro in fabbrica accanto agli operai, la partecipazione al Fronte popolare nel 1936 in Spagna e l’accorata preoccupazione per il popolo durante la Seconda Guerra mondiale. Simone è arrivata a cogliere la causa di tutte le guerre nello “sradicamento”, la totale estraniazione dell’uomo da se stesso che deriva dal non ascoltare e non appagare le esigenze dell’anima. Un problema che riguarda gli uomini di tutte le epoche e di tutti i luoghi e che lo interpella per esortarlo ad agire. Proprio come Arjuna nella Bagavadghita: l’uomo soldato che ha pietà degli altri e aborre la guerra, ma dopo aver ascoltato le parole del dio Krisna, si batte per la causa mantenendo la sua purezza interiore.

Ne La prima radice, il testo che raccoglie il suo “pensiero politico”, la Weil propone un ribaltamento di prospettiva ipotizzando una società basata sui doveri che rovesci quella in cui viviamo, impostata sui diritti. Un pensiero tutto femminile, verrebbe da dire in prima battuta, considerando come la donna si sia storicamente occupata più di adempiere ai suoi doveri piuttosto che di rivendicare i suoi diritti… Ma guardando con l’attenzione che la Weil ci ricorda essere la sospensione del pensiero per lasciarlo disponibile, vuoto e permeabile all’oggetto, emerge un’altra prospettiva:  l’essere umano deve innanzitutto rispettare l’altro nella sua libertà e unicità, indipendentemente da sesso, razza, religione, lingua, appartenenza politica, senza pensare che questi diritti siano prima riconosciuti a se stesso. Solo così, mettendo al centro il rispetto dell’essere umano si può avere la garanzia di una società giusta che non opprime ma libera.

In un momento storico tanto critico e doloroso come quello che l’intera umanità sta attraversando il pensiero di questa donna libera, votata alla compassione e alla condivisione del destino dei più deboli ci appare in tutta la sua lampante attualità e con un’inattaccabile, per quanto impertinente, onestà intellettuale. La sua memoria sia un monito per tutti gli uomini che oggi hanno la responsabilità di guidarne molti altri.

Emanuela Gazzotti