La bisnonna Lucia

La bisnonna, dalla sua sedia a rotelle, sorride dolcemente osservando la nipotina di quasi tre anni che le si avvicina. La piccola le accarezza una mano e le appoggia in grembo il suo inseparabile pupazzo: “Ciao, nonna Lucia”. Lei riesce solo a sussurrare:”Bellaaaa” e le dà una carezza tremante sulla testa. Ottantotto anni, ha un Alzheimer molto avanzato e reagisce solo a sprazzi con figli e nipoti… ma con la bimba, si illumina sempre.

La bisnonna è il cuore della vita di tutta la grande famiglia che abita insieme a lei e ha trovato un linguaggio per comunicare il suo amore, pur non parlando e non comprendendo più. Nella vita precedente era una mamma di tre figli, una prof. di lettere, una catechista, un ministro dell’eucaristia, una donna impegnata nel sociale e nella carità, con esperienze forti. Ha trasmesso la sua fede con umiltà e saggezza, sempre sorridendo e perdonando.

Ora, tutto questo non c’è più. Eppure, intorno a lei, tutti sorridono e si sentono migliori, perché i figli raccontano sempre qualcosa del suo passato e quell’esperienza diviene come una corrente inesauribile, una serie di cerchi che si allargano senza perdere di intensità. Ultracinquantenni, loro ancora le appoggiano il capo sulla spalla e prendono coraggio nelle vicende quotidiane.

La bisnonna Lucia, con la sua assoluta fragilità fisica e mentale, resta la più forte testimonianza che l’amore unisce e genera altro amore. E suscita domande di senso, fa pensare.
Non tutti i nipoti sono credenti e la bimba che ha davanti non è battezzata. La bisnonna non lo sa, ma anche se lo capisse, non se ne preoccuperebbe, saprebbe aspettare i tempi di ognuno e i segni di Dio. Intanto, con le sue giornate di immobilità, di parole che sembrano senza senso, di dipendenza in tutto da una tenerissima badante…lei insiste con i suoi sorrisi eloquenti, le sue smorfie di meraviglia e le carezze rattrappite. E scandisce un tempo della fede che è umanità piena e alimenta la speranza.

Giselda Adornato