In questa piazza

Ai piedi di questo marmo, che sembra un merletto disegnato da Dio, abbiamo pianto e abbiamo riso, ci siamo divertite e abbiamo sofferto, siamo passate distratte, con in mente mille pensieri, e ci siamo fermate, ancora una volta incredule, per tanta bellezza, sotto la pioggia, con le guglie che diventano grigio e rosa, nella nebbia quando non se ne vede la fine, con il sole sfolgorante che fa il bianco ancor più folgorante.

In questa piazza vegliata dal Duomo, abbiamo accolto Papi e principi della Chiesa, abbiamo dato l’addio ad Arcivescovi tanto amati e abbiamo salutato nuovi Pastori della nostra Chiesa; abbiamo esultato per la squadra del cuore e per l’Italia pallonara sul tetto del mondo; abbiamo sventolato bandiere che annunciavano un vento nuovo; detto no alla guerra e sì alla pace nei gelidi primo giorno di ogni anno; abbiamo ascoltato le note del cuore e le melodie della Parola, visto uno “spettacolo della croce”, capace di commuovere Cardinali; abbiamo sostato stupite per il convergere dei potenti del mondo e pregato per la conversione dei cuori nel nome dell’unico Dio.

Abbiamo aspettato, emozionate e un poco impaurite, ai primi appuntamenti della vita; abbiamo corso per arrivare agli appuntamenti del lavoro della vita… siamo state, sempre, insomma, persone. Di questo Duomo e di questa piazza, abbiamo guardato fotografie sbiadite, in bianco e nero, che raccontano un tempo diverso: quello della gente ammassata che tornava alla vita dopo la guerra e della gente ammutolita che intravedeva la morte prima della stagione delle stragi e degli anni di piombo.

E, allora, il ritrovarsi ancora insieme, in decine e decine di migliaia di donne e uomini, bambini e anziani, ricchi e poveri, per dire che prima vengono le persone e che non abbiamo paura, ha auto un grande testimone – come ogni volta che a Milano si scrive la storia, sia quella grande che quella minuta di tutti noi  -, il Duomo. E mi piace pensare che la Madonnina, dall’alto, ci abbia visto e guidate a una a una: madri, nonne, ragazze, bambine, comunque, donne. Donne di ogni colore, provenienza, convinzione, condizione ed estrazione, immagine vivente della forza del prendersi cura, dell’amare, del donare. La Madonnina d’oro in alto, ma Maria viva, tenace donna del silenzio, della Parola, del dolore e della risurrezione tra, con, in tutte noi. 

Annamaria Braccini