Il lavoro di cura che viene da lontano

Quattro figli, tre maschi e una femmina. Il più grande 43 anni, la più giovane 31.Undici nipoti. Da quattro anni non torna a casa, in Ecuador.

Teresa vive in Italia da diciotto anni: è arrivata per cercare un lavoro che le desse la possibilità di aiutare i suoi figli e ancora adesso, a distanza di tanti anni,  è qui per lo stesso motivo.

Antonia è arrivata dal El Salvador in  Italia nel 2004.  Viaggiare è sempre stato il suo sogno: «Quando sono arrivata in Italia pensavo di trovare tutta acqua, neanche una strada. Ero preoccupata, perché a me le barche non piacciono e soffro il mal di mare: mia sorella mi aveva fatto vedere solo una foto di Venezia, allora pensavo che l’Italia fosse tutta così, tutta acqua e gondole».

Antonia sperava di poter portare con sé il suo bambino, ma il biglietto che le aveva fatto la sorella era solo per lei, il piccolo sarebbe rimasto con la nonna in attesa che Antonia trovasse una situazione stabile e sicura.  Così quel 27 di giugno è partita con un piccolo bagaglio che conteneva soprattutto maglioni – pensava che in Italia facesse freddo- le  foto del suo bambino e le sue prime scarpine. «All’aeroporto ero combattuta – ricorda – non sapevo se stavo facendo la scelta giusta  e mia sorella mi ha detto : non ti voltare indietro, non guardare il tuo bambino, vai dritta, altrimenti non salirai sull’aereo e il tuo sogno non si avvererà. E io l’ho ascoltata e non mi sono voltata. Ma è stata dura e sono riuscita a riabbracciare il mio bambino solo un anno dopo».

E’ un lavoro difficile quello della badante, un lavoro usurante che ti mette in contatto con persone fragili, spesso arrivate al capolinea della vita, persone sole a cui fare anche da famiglia.

Eppure è un lavoro che si fa con il sorriso, ci si affeziona a quei corpi gracili che dipendono in tutto. Lo chiamano “lavoro di cura”, ma non è abbastanza. Assistere una persona con una patologia cronico-degenerativa non significa solo aiutarla nei bisogni primari, ma farsi carico anche dei loro bisogni di relazione: di parole, di sorrisi, di abbracci, di condivisione.

Monica Forni