Il corpo delle donne secondo Papa Francesco

“Se vogliamo tessere di umanità le trame dei nostri giorni dobbiamo ripartire dalla donna”. Il 2020 inizia con queste parole di Papa Francesco: ripartire dalle donne che tessono l’umanità lacerata da violenze e guerre. Tessono non nel chiuso della vita domestica, nella casa dove si vorrebbe confinarle, ma nel mondo dove ci sono divisioni, sofferenze, ingiustizie, conflitti. E ripartire da loro non è solo un’immagine poetica ma la richiesta “di includerle nei processi decisionali “ che il potere maschile tiene fermamente nelle mani.

Se le donne sono fonti di vita, se la loro dignità è quella dell’umanità intera, il loro corpo però è offeso e violentato, venduto e umiliato. Come quelle donne che affrontano viaggi impervi con un figlio in grembo per dargli un futuro migliore e “vengono giudicate numeri in esubero da persone che hanno la pancia piena, ma di cose, e il cuore vuoto di amore”.

Nelle parole di Papa Francesco non c’è forse una grande novità teologica ma uno sguardo di immensa tenerezza verso quei corpi sfruttati. Sono parole che non ispirano irenismi e non magnificano il genio femminile per poi confinarlo concretamente ai margini della storia; non c’è ombra del paternalismo o del sussiego di tanti uomini di Chiesa ma un’infinita compassione verso questo mondo ingiusto, che sulla debolezza fisica delle donne e sulla loro scelta di cura e di custodia ha costruito un potere distruttivo.

Milena Santerini