Educare al maschile/femminile: è tutto normale?

Bambine che scelgono il colore rosa, maschi che giocano alla guerra e si vergognano di giocare con le bambole. Siamo abituati a considerarlo normale, e sono lontani gli anni in cui si metteva in discussione questa rigida distinzione. In fondo la natura spiega tutto.. D’altronde, sono i bambini e le bambine stesse che scelgono certi comportamenti, perché metterli in discussione? Eppure, la vita quotidiana ci rimanda un disagio che aumenta quando scopriamo che già prima dei due anni ai maschi e alle femmine vengono proposti giochi diversi; e che già a sei anni le bambine si definiscono meno brillanti intellettualmente dei coetanei.

Le differenze tra i sessi esistono ma qui siamo di fronte ad una “dipendenza appresa” fin dai primi anni di vita. La debolezza muscolare ha creato, ad esempio, un’idea di fragilità della donna, peraltro smentita facilmente dalla realtà, visto che le donne si ammalano di meno e vivono più a lungo.. Ma in nome di questa fragilità le bambine vengono protette di più, tenute nell’ambiente domestico, riprovate se si comportano da “maschiacci”; così come i bambini sono incoraggiati, invece, ad esplorare, rischiare, compiere analisi dei meccanismi e ricerca di soluzioni. Alle femmine tocca una dieta fatta soprattutto di emozioni.

Il mercato globale si inserisce in questa diversità “naturale” e impone alle femmine principesse di tutti i tipi, mentre ai maschi propone manipolazione, esplorazione, avventura. Fino ad arrivare agli abiti, che sessualizzano le bambine fin dai primissimi anni e le trasformano in modelli di seduzione.

Le donne, fin dalle origini, hanno dovuto accudire la prole e da qui nasce la loro tendenza all’empatia e alla cura. Ma spiegare l’evoluzione biologica dei comportamenti umani non vuol dire riprodurre una differenza che diventa limite alla loro libertà, sottovalutazione, mortificazione, disuguaglianza sociale ed economica. Nell’immaginario di tutti noi giocano modelli impliciti, inconsci che creano cultura condivisa e che tendiamo a non mettere in discussione. No, anche scegliere il rosa o giocare coi camion non è sempre normale.

Milena Santerini